giovedì 8 ottobre 2015

Islandamente a sud

La cascata ghiacciata di Gullfoss
di Federica Bellantoni

Alla domanda che qualcuno mi ha posto a riguardo del perché l’Islanda come meta di viaggio rispondo che il motivo è di certo il sogno, le narrazioni di viaggio, gli studi scolastici ma arrivando lì mi accorgo che c’è qualcosa di ancora più forte, di primitivo, quasi ancestrale che va oltre a tutto ciò che avevi sentito dire prima. 

E se dovessi dargli un nome sarebbe proprio quello di un ritorno all’animismo, sono gli elementi naturali a pervaderti profondamente ed è sostanzialmente il vento, l’aria ciò che più mi è rimasto in modo indelebile impresso nella memoria. Alla fine del viaggio quella sensazione di purezza resta indelebile e con essa il ricordo di un discorso di una guida locale sulla specificità del codice genetico degli islandesi tanto studiato e utilizzato per esperimenti e cure (vedi link)e mi dico che non può che essere così. Svuotando la mia valigia mi sorprendo a canticchiare un verso di De Andrè: “L’invidia di ieri non è già finita; stasera v’invidio la vita”.

Bambini presso la Laguna Blu, rinomato centro geotermale dell'isola


Chiesa Hallgrìmskirja. Fu costruita in 34 anni (dal 1940 al 1974) e dedicata a Hallgrimur Pétursson (1614-1674), poeta e pastore, autore di salmi più famoso d’Islanda
Ospita un organo con 5275 canne. 

Una chiesetta sull'Oceano

Paesaggio con geysers

Harpa, sala concerti e centro culturale





La piana di Bláskógar, poi denominata Þingvellir, ovvero Pianura dell’assemblea, presso Reykjavik. 
Nella piana, sin dal X secolo, si riunivana l'Assembela Nazionale d'Islanda. FU, di fatto, il primo Parlamento nazionale d'Europa.

La pianura dell'Assemblea

La capitale Reykjavik al tramonto

La cascata Skógafoss

Ancora la cascata Skógafoss. Il pulviscolo d'acqua,  incontrando i raggi del sole,
origina meravigliosi arcobaleni